Studio Cardella
     
Home Verifiche Impianti Elettrici Alcuni casi pratici

Adeguamento Privacy

il 25 maggio 2018 entra in vigore la GDPR 679

Il Regolamento Europeo sul trattamento dei dati personali

contattaci per adeguare la tua azienda

servizio chiavi in mano

 

Web Agency

Offerta Web SiteRealizziamo il tuo sito web

con un canone fisso mensile

Siti Vetrina, e-commerce, Portali...

contattaci

Verifiche Ascensori

Verifiche Ascensori Ispezioni ai sensi del DPR 162/99

 Verifiche Biennali

 Certificazione di Nuovi Impianti

 contattaci o richiedi un preventivo on line

Verifiche Elettriche

Verifiche Messa a Terra Ispezioni ai sensi del DPR 462/01

 Impianti di Messa a Terra

 Impianti di Protezione dalle Scariche Atmosferiche

 Impianti in Luoghi con Rischio di Esplosione

 contattaci o richiedi un preventivo on line

Alcuni casi pratici

Si riportano alcune situazioni pratica relative alla denuncia e alle verifiche degli impianti elettrici di messa a terra: 

a) Impianti già denunciati e sottoposti, in passato, a verifica.  

1.      Il datore di lavoro confronta la data dell’ultima verifica dell’impianto, con la scadenza prevista dal DPR 462/01.

2.      Se i due o cinque anni, a seconda dei casi, non sono stati superati, ovviamente si attende fino alla scadenza, e poi si chiede la verifica.

3.      Se i due o cinque anni sono invece stati superati, il datore di lavoro deve chiedere la verifica periodica all’ organismo abilitato o all’ASL/ARPA.

b) Impianti già denunciati, ma non ancora sottoposti a verifica e quindi in attesa di prima verifica.  

1.      Il datore di lavoro confronta la data della denuncia dell’impianto effettuata con i modelli A, B o C, con la data di entrata in vigore della legge (23/01/2002).

2.      Per gli impianti che prevedono verifica quinquennale, se la data della denuncia è antecedente al 23/01/1997, il datore di lavoro deve presentare richiesta di verifica all’organismo abilitato o  all’ASL/ARPA.

3.      Per gli impianti che prevedono verifica biennale, se la data della denuncia è antecedente al 23/01/2000, il datore di lavoro deve presentare richiesta di verifica all’organismo abilitato o all’ASL/ARPA.

4.      Nel caso in cui il biennio o il quinquennio non sia ancora compiuti, si attende la scadenza e si invia la richiesta di verifica.  

c) Impianti mai denunciati e realizzati dopo l’entrata in vigore della legge 46/90

1.      Se il datore di lavoro ha la dichiarazione di conformità, la invia all’ISPESL e/o all’ASL/ARPA, per la denuncia dell’impianto. Ovviamente potrebbe esserci un sanzione pecuniaria per inadempienza.

2.      Se il datore di lavoro non ha la dichiarazione di conformità, che doveva per legge rilasciare l’installatore dell’impianto, potrebbe  prevedere interventi di ristrutturazione degli impianti, facendosi rilasciare poi una dichiarazione di conformità da inviare all’ISPESL e/o all’ASL/ARPA, per la denuncia dell’impianto. Ovviamente potrebbe esserci un sanzione pecuniaria per inadempienza.  

d) Impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 46/90.  

1.      Se l’impianto non è stato oggetto di ristrutturazioni, non è in possesso della dichiarazione di conformità (ed è normale che sia così).

2.      Il datore di lavoro è auspicabile che faccia accertare la rispondenza dell’impianto ai requisiti essenziali di sicurezza previsti, e faccia eseguire eventuali lavori di adeguamento.

3.      A questo punto invia la dichiarazione di conformità dell’intero impianto (non soltanto dei lavori di ristrutturazione) all’ISPESL e/o all’ASL/ARPA oppure, in analogia con quanto previsto dal DPR 392/94, invia una dichiarazione di atto di notorietà (atto notorio) recante gli adeguamenti effettuati ai sensi della legge 37/08 ex 46/90.

4.      In questo caso non dovrebbero esserci sanzioni.

 

Utenti on line

 9 visitatori online

Statistiche di Accesso


Visitatori Oggi:23
Visitatori Mensili:339
Visitatori Totali89534